Radiazioni e Ambiente

Tratto dal libro “Salute dell’Habitat’ Ed. Anima di NICOLA LIMARDO

Le mutazioni nelle cellule rappresentano le vere cause delle malattie, ma la componente scatenante non è stata ancora accertata, o meglio, è difficile emettere delle statistiche che diano dei risultati molto convincenti del danno biologico che tiene in pugno la nostra vita.

Da poco è nata una disciplina che è destinata a cambiare l’approccio che il medico ha con il paziente. Infatti, oggi è stato “scientificamente dimostrato che vi sono “fonti di radioattività naturale proveniente dal sottosuolo che, se per lunghi periodi irraggiano una persona, possono generare una patologia; ad esse si sommano anche altre fonti che, dopo lunghi periodi di esposizione, possono causare danni biologici all’Uomo: I campi elettromagnetici artificiali!

Specialmente negli ultimi anni, si sono moltiplicati gli “stimoli” elettromagnetici a cui si è sottoposti e, di conseguenza, è aumentata la loro pericolosità (maggior dose = maggior pericolo).

Vi sono anche altre “fonti” che possono generare problemi per la salute ma, il settore di nostro interesse è, prettamente, quello inerente le radiazioni naturali provenienti dal sottosuolo e i campi  elettromagnetici artificiali. I campi elettromagnetici artificiali invece,  sono ben conosciuti dalla gente in quanto vengono generati, ad esempio, dal telefonino, dall’impianto di rete elettrica in casa (pochi sanno che anche a luci spente il cavo elettrico, rimanendo in tensione, emette comunque campi elettromagnetici), dagli stessi ripetitori per telefonini o wi-fi, dagli elettrodotti, ecc.,

Per quanto concerne le radiazioni naturali si entra in un mondo “semisconosciuto” alla gente  comune, ma questo non vuol dire che tale fenomeno non esista! Anche se le persone avranno modo di approfondire la problematica delle radiazioni naturali attraverso vari mezzi di comunicazione come, ad esempio, internet, è bene fare subito una distinzione tra le varie radiazioni presenti in natura: quelle di cui ci si occupa in modo “prioritario” sono quelle provenienti dal sottosuolo di tipo gamma e originate da radionuclidi molto comuni, in quanto presenti in abbondanza all’interno della Crosta Terrestre; per esempio, i decadimenti generati dall’Uranio e dal Torio come il Radio226 e il Polonio210 (vi è anche il “gas radon” ma, essendo in gas, è meno pericoloso, specialmente ai piani più alti degli edifici, in quanto non presenta componente fotonica di tipo gamma).

Le altre radiazioni naturali provenienti dal sottosuolo, come ad esempio i decadimenti alfa e beta, non vengono presi in considerazione dato che, all’interno di un ambiente, non possono arrivarci per “via diretta”; infatti, la “radiazione alfa” è facilmente schermabile con un foglio di carta e quella “beta” da un grosso pezzo di legno o da un foglio di alluminio.

Poiché le case sono generalmente costruite utilizzando solai in cemento armato, come anche la stessa fondazione, l’interesse va a concentrarsi unicamente su ciò che “fora come burro” anche il cemento armato, raggiungendo anche i piani più alti di un edificio: il fotone gamma!

Altre radiazioni considerate “naturali” sono quelle che vengono originate dal sole (radiazioni solari) e dalle stelle (radiazioni cosmiche) ma, almeno fino ad oggi, il problema non sussiste, in quanto il campo magnetico terrestre e la stessa fotosfera fungono da “ombrello schermante”, filtrando sulla Terra radiazioni che non possono essere pericolose per l’Uomo, tranne che in eventi eccezionali.

I fotoni gamma, provenienti dal sottosuolo, in grado di raggiungere anche i piani più alti di un edificio, per quanto siano potenti, presentano una dose di radioattività che rilasciano sulla persona, quando viene “attraversata”, in realtà molto modesta, per cui il vero rischio si ha quando la  persona riceve tale dose, per esempio, nella stessa identica  parte del corpo; si deduce quindi che la postazione più  importante e, quindi, da prendere in seria considerazione, è  il “posto letto”.

Per visualizzare meglio la problematica, facciamo un paragone: immaginiamo che il fotone gamma sia rappresentato da gocce d’acqua che scendono piano piano ma continuamente, e immaginiamo che il nostro corpo sia rappresentato da una lastra di marmo sottoposta allo “stillicidio”; se la lastra di marmo si sposta, anche se di poco ma frequentemente, essa non sarà mai “scalfita” o, addirittura, “forata” dalle gocce continue d’acqua ma, se invece, come purtroppo succede, il “marmo” rimane fermo lì per anni, ecco che lo “stillicidio” è in grado di generare un danno! Tutto ciò potrebbe dare una giustificazione del perché i nomadi, essendo sempre in movimento, pare che siano tra le “famiglie” meno malate al mondo di tumore!

Ricordiamo che lo IARC (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro) classifica tali radiazioni con il massimo “rischio cancerogeno”, ossia di Classe I.

Adesso, dopo aver letto ciò, molti di Voi penseranno: “mi alzo spesso con un dolorino in un punto”, oppure: “mi alzo più stanco di quando vado a dormire’: oppure. “faccio fatica ad addormentarmi e a riposare”, e trarranno delle possibili conclusioni: “vuoi vedere che è il fotone gamma la causa? Quasi quasi mi sposto in un altro letto o, addirittura, d’ora in avanti mi sposto molto spesso, usando la stessa metodologia dei nomadi’: Ebbene, ciò rappresenterebbe una mossa vincente se  la persona non avesse già una buona dose di fotoni gamma in una micro-area del corpo (stress da accumulo di radiazioni gamma, identificabile anche attraverso lo spettrometro nucleare, utilizzato, in questo caso specifico, in ambiente medico) ma, se malauguratamente, la persona presentasse già un “accumulo” di fotoni gamma, è come se, paragonando sempre la persona alla lastra di marmo, la goccia d’acqua avesse già praticato il “foro” e quindi, diventa inutile lo spostamento  continuo, poiché il nuovo fotone gamma, che sicuramente colpirà la persona mentre riposa, poiché molto comune nell’ambiente (anche se originato da radionuclide differente e anche se andasse a “colpire” una differente parte del corpo), manterrà “inalterato” l’accumulo già individuato!

Dato che i “fotoni gamma” che provengono dal sottosuolo sono comuni (mediamente in un locale vi sono circa 5/6 fotoni gamma) non è così semplice evitarli. Come fare allora?

Vi sono due possibili soluzioni:

a)Richiedere un’indagine ambientale per la propria camera da letto per verificarne la presenza dei fotoni gamma (dimensioni al disotto del micron per cui l’indagine va effettuata direttamente sul luogo) e anche delle emissioni elettromagnetiche artificiali (anch’essi possono dare il loro apporto per una “velocizzazione” del rischio salute), in modo da trovare, se possibile, un’area neutra dove spostare eventualmente il letto (è più complicato per un letto matrimoniale);

In zona letto, il limite di sicurezza del campo elettromagnetico da rete elettrica  è 3V/m.

Facilmente ci si può trovare oltre la soglia di sicurezza.

b)   Proteggere direttamente l’area letto senza richiesta dell’indagine ambientale (in via preventiva) in quanto, attraverso il controllo con lo spettrometro nucleare o con altra strumentazione (ci sono metodi alternativi molto validi per verificare la presenza o meno di “accumulo da radiazione” che vengono insegnati anche agli operatori sanitari, ad esempio, durante i corsi ECM), si denota uno stress da radiazione, poiché la persona risulta positiva al test di controllo, ossia è presente I’ “accumulo di radioattività naturale” in una o più micro-aree del corpo!

Per quanto concerne le “soluzioni” è importante che l’utente si accerti della validità del prodotto e, precisamente, ha il diritto di avere la documentazione che certifica ciò:

  • II prodotto non deve avere controindicazioni e deve essere accertato che è specifico per la protezione alle “radiazioni naturali, anche di tipo gamma, e dai campi elettromagnetici artificiali”;
  • Il prodotto deve essere Certificato da un Ente Universitario del settore (nel caso delle radiazioni, ad esempio, la Facoltà di Ingegneria Nucleare);
  • II prodotto deve essere già stato utilizzato anche in ambito Pubblico e Sanitario con Dichiarazione/Certificazione da parte di operatori sanitari della sua efficacia.

Il risultato che la persona dovrà ottenere posizionandosi in zona “non perturbata da radiazione” o protetta con l’apposito schermo antiradiazioni (posizione ottimale, per esempio, applicazione sotto il materasso del letto) è, non solo quello di essere esente o protetta dalla radiazione naturale  gamma e dal campo elettromagnetico artificiale, ma anche quello di risultare, dopo circa due mesi,  “decontaminata” dalla presenza di accumulo da “radioattività naturale gamma”!

La “decontaminazione” o, meglio, “l’ autodecontaminazione” (dato che è un fenomeno naturale di auto-liberazione dell’accumulo radioattivo) è molto importante che avvenga, poiché molta gente, in  campo sanitario, ha ottenuto un miglioramento del proprio stato complessivo di salute senza  modificare la terapia clinica proposta. Ciò è anche intuitivo comprenderlo, in quanto è sicuramente differente curarsi mentre ci si riposa in un letto dove non ci sono “perturbazioni” esterne di radioattività naturale e di campo elettromagnetico artificiale, rispetto ad una posizione del letto “disturbata” dalla radiazione naturale proveniente dal sottosuolo e/o dal campo elettromagnetico artificiale.

Ognuno di Voi, adesso è “cosciente” della problematica e quindi, speriamo che in futuro questo foglio possa essere d’aiuto per il miglioramento della propria salute e la ricerca del proprio benessere!