Gli effetti dell’ elettrosmog

Con il termine inquinamento elettromagnetico o elettrosmog si intende l’inquinamento derivante in genere da radiazioni elettromagnetiche nell’intervallo di frequenze che va da 0 Hz (campi statici) alle frequenze della radiazione visibile (laser e luce incoerente).

Esistono essenzialmente due tipologie di effetti dell’elettrosmog:

  1. effetti termici: è un apprezzabile riscaldamento cellulare indotto dalla radiazione. Questi effetti seguono una curva di tipo dose-risposta, cioè a un aumento della dose di radiazione segue in genere un aumento dell’effetto.
  2. effetti biologici: avvengono senza che vi sia un apprezzabile riscaldamento cellulare, e la relazione dose-risposta è assente. In questo caso la materia vivente reagisce cioè non alla potenza del segnale, ma al segnale stesso.

Effetti termini e biologici possono causare:

  1. Shock termico delle proteine: il corpo umano produce proteine per far fronte allo shock termico nel tentativo di proteggere e riparare le cellule surriscaldate. Queste proteine proteggono anche le cellule cancerose rendendole resistenti alle terapie. In molti tumori il numero di queste proteine risulta altissimo.
  2. Formazione di micronuclei: I micronuclei sono filamenti spezzati del DNA ed indicano che le cellule non sono più in grado di ripararsi correttamente.Ad esempio è provato che le radiazioni dei telefoni cellulari producono micronuclei nelle cellule ematiche umane a livelli ben più bassi rispetto a quelli previsti dalle normative in materia di esposizione. Tutti i tumori sono causati da un danno genetico e la presenza di micronuclei nelle cellule è il primo segnale d’allarme del cancro.
  3. Effetti sulla tiroide: le radiazioni di microonde producono sul cervello effetti quali il rallentamento o l’arresto della produzione da parte della ghiandola pituitaria (ipofisi), determinando di conseguenza una drastica riduzione degli ormoni tiroidei.
  4. Effetti maggiori nei bambini: i bambini assorbono molte più radiazioni degli adulti e la distruzione fin dall’infanzia di cellule neuronali annulla una “riserva cerebrale” che nella vecchiaia potrebbe compensare la morte di neuroni causata dalla malattia di Alzheimer o da altre malattie degenerative. I ricercatori dell’Università dello Utah hanno scoperto che il cervello di un bambino di 5 anni assorbe una quantità di radiazioni quattro volte maggiore rispetto al cervello di un adulto, ed il fluido oculare di un bambino di 5 anni assorbe una quantità di radiazioni oltre 10 volte maggiore rispetto all’occhio di un adulto.

Come si valuta il rischio da inquinamento elettromagnetico?

Geopatie-influssi-dell-ambiente-sulla-nostra-salute_imagefullwidePer una corretta analisi dei fattori elettromagnetici che rischiano di inficiare salute e sicurezza dei lavoratori si deve procedere all’analisi di livello, spettro di frequenza, durata e tipo dell’esposizione alle onde elettromagnetiche; analisi di effetti diretti e indiretti sulla salute dei lavoratori; sorgenti multiple di emanazione.

Data la complessità dell’ambito di intervento, è previsto che la valutazione del rischio sia effettuata da personale qualificato in possesso, cioè, di specifiche conoscenze in materia di rischi da agenti fisici.

Onde elettromagnetiche nelle aree urbane

p305_0_08_023La presenza di perturbazioni elettromagnetiche artificiali è particolarmente concentrata nelle aree urbane e presso le sorgenti di emissione. I primi studi in questo senso sono stati fatti per eliminare le interferenze che si verificano con i sistemi elettronici.Questi hanno la necessità di non essere influenzati o alterati nel loro funzionamento; la loro presenza su auto, treni, aerei, sistemi telematici, di controllo e di allarme ha imposto una seria verifica delle dispersioni elettromagnetiche, per garantirne il corretto funzionamento. Una delle conseguenze di questi studi è stata la maggiore consapevolezza dell’influenza dei campi di radiazione artificiale sulla nostra salute.

L’EPA (Envirommental Protection Agency) l’agenzia ufficiale statunitense per la protezione dell’ambiente, ha confermato l’alta probabilità di effetti cancerogeni dei campi elettromagnetici ELF (a frequenza bassa tra 50-60 Hz). A questa categoria appartengono le linee e i cavi ad alta tensione, le apparecchiatura elettriche in genere e tutti i comuni elettrodomestici.

Le radiofrequenze sono comprese fra le 300 kHz (kilohertz) e le 300 MHz (megahertz), le microonde fra le 300 MHz e le 300 GHz (gigahertz). In base ai principi che regolano il funzionamento di un’antenna, considerando che il nostro corpo si comporta a tutti gli effetti come tale, si deduce che un uomo di media statura, alto 170 cm circa, assorbirà il massimo dell’energia irradiata dalle frequenze per le quali costituisce un dipolo in “mezza onda”. Questo vuol dire che la maggior parte degli individui adulti è particolarmente sensibile agli irraggiamenti la cui lunghezza d’onda si situa fra i 3 e gli 8 m, la banda di frequenza modulata (FM) maggiormente utilizzata, tanto da essere ormai costantemente presente nei centri urbani.

Quali sono le componenti fondamentali dell’elettrosmog in ambito domestico e sui luoghi di lavoro?

  • Elettrosmog a bassa frequenza ELF, Extremely Low Frequencies) generato dalle linee elettriche, dagli elettrodomestici, dalle attrezzature d’ufficio quali fotocopiatrici, computer, stampanti;
  • Elettrosmog a radiofrequenza, generato da antenne trasmittenti, quali i ponti radio della telefonia cellulare e della emittenza radiotelevisiva, così come dagli stessi apparati cellulari (telefonini).

A differenza di altre forme di inquinamento, l’elettrosmog non può essere percepito con i normali organi di senso: non fa rumore, non puzza, non si può vedere. Per questo è importante ricorrere ad una strumentazione opportuna (misuratori di campo) per assicurarsi di non vivere e lavorare in condizioni di potenziale pericolo per la propria salute.